La generazione dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training) rappresenta un fenomeno di portata pressoché mondiale. Scopriamone alcune caratteristiche peculiari.
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La generazione dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training) rappresenta un fenomeno di portata pressoché mondiale. Scopriamone alcune caratteristiche peculiari.
In Francia li hanno identificati come ‘néné’ e, analogamente, in Spagna come ‘ni-ni’: sono i giovani tra i 19 e i 25 anni che non studiano nè lavorano; in Giappone questo fenomeno coincide in parte con l’emergenza sociale descritta come Hikikomori ed include quei giovani che scelgono una vita in condizioni di isolamento fisico ed elevata connessione virtuale, evitando il confronto con le forti pressioni e gli elevati standard di successo imposti dalla società del Paese del Sol Levante.
Tutte queste ‘etichette’ descrivono un popolo giovanile portatore di quella che rischia di esplodere come vera e propria emergenza sociale.
Anche in Italia questi ragazzi e ragazze sono destinati a costituire una generazione di 'esclusi': non studiano, non lavorano, non apprendono un mestiere, non svolgono altra attività se non il dormire a lungo e ‘vivacchiare’ alla giornata.
Questa fascia della popolazione è stata ritratta dagli studiosi in linea teorica ma rispecchia anche concretamente una molteplicità di casi reali, riguardanti soprattutto giovani diplomati del Sud Italia fortemente demotivati dal contesto economico con cui si confrontano.
Si tratti di individui che si intorpidiscono all'interno di un circolo vizioso di inattività e scoraggiamento; i Neet, d'altronde, non fruiscono di attività sportive e non consumano prodotti culturali (film, libri o internet, ecc.) ma si limitano a trascinarsi in un’esistenza con ben poche prospettive.
Per questo gli studiosi hanno segnalato questa situazione come alquanto allarmante per le ripercussioni sociali ed economiche che essa comporta per il Paese.
Politiche sociali più attente ai giovani e un sistema di istruzione che 'nutra' culturamente le future generazioni potrebbe essere la soluzione utile per risolvere una questione che, senza dubbio, ha una portata pubblica di notevole rilievo.