Il nostro moderno stile di vita, spesso tendente ad imitare un modello consumista e poco eco-sostenibile, ci porta ad essere dei veri e propri produttori di rifiuti. Anche quando le aziende o i privati cittadini producono rifiuti definiti non pericolosi, bisogna comunque tener conto dell'esistenza di precise norme da seguire per il trasporto. Esaminiamo allora in dettaglio la legge di riferimento in questo caso.
Innanzitutto è bene chiarire: quali sono i rifiuti classificati come non pericolosi?
Si tratta di quelli identificati dall'apposito codice rifiuti CER ; tra questi sono inclusi rifiuti plastici (fatta eccezione per gli imballaggi), terriccio proveniente da operazioni di pulizia e lavaggio, residui di corteccia e sughero, assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti, scarti di materiale in fibra a base di vetro, parte di rifiuti animali e vegetali non compostata, carbone attivo esaurito, etc.
Parliamo quindi di quei rifiuti che non presentano una particolare pericolosità nei confronti dell'ambiente.
A livello nazionale la normativa sui rifiuti a cui si fa riferimento per regolamentarne il trasporto è il Decreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 che si intitola "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive".
Tra gli obblighi imposti da questa legge a chi si occupa di trasporti di rifiuti vi è l'iscrizione a Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, Formulario di Identificazione Rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello Unico di Dichiarazione ambientale.
In particolare, con la predisposizione del Formulario di Identificazione dei rifiuti si assicura al trasporto di rifiuti non pericolosi una duplice sorveglianza. Il controllo, infatti, viene realizzato in prima battuta dagli organi preposti alla vigilanza ambientale che possono verificare la corrispondenza esistente tra le dichiarazioni rese prima del viaggio nel formulario per ogni singolo trasporto (mittente, destinatario, tipo e quantità di rifiuti) e ciò che si riscontra effettivamente al momento del controllo. Inoltre le disposizioni previste nel formulario implicano una seconda modalità di controllo che non proviene da agenti esterni ma si realizza reciprocamente tra gli attori coinvolti (mittente, trasportatore e destinatario) portandoli a condividere le responsabilità per il trasporto che si va ad effettuare.