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Già Leone d'Oro alla Biennale di Venezia del '97, l'artista serba Marina Abramovic ha voluto stupire ancora una volta gli spettatori in occasioni del gala annuale al Museo d'Arte Contemporanea di Los Angeles.
Un pubblico, divertito più che sotto shock, ha ammirato le opere della Abramovic, che hanno messo in scena corpi e teste che spuntano come centro tavola, distesi e accompagnati da scheletri o letteralmente 'spolpati'.
La performance, tuttavia, non è stata ben accolta dalla coreografa Yvonne Rainer che ha denunciato lo sfruttamento sotteso a questo spettacolo in cui alcuni danzatori sono stati obbligati a 2 giorni di 'performances' offrendosi come parte integrante delle installazioni, restando in ginocchio su una pedana rotante con la sola testa che fuoriusciva su un tavolo, erano chiamati a rivolgere lo sguardo ai mecenati presenti al banchetto.
La controversa artista si è difesa dalle accuse sostenendo di aver cercato di portare una ventata di novità nella monotonia della kermesse.
Del resto la Abramovic non è nuova a provocazioni artistiche come le performances in cui si è procurata dei tagli o, a suo dire la prova più estrema, si è esposta al pubblico come 'statua' muta per 7 ore al giorno.
Anche questa esibizione ha avuto un effetto dirompente garantito.. ecco a voi qualche immagine: