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Quando si parla di vittime della caccia in genere si pensa ad incidenti che portano il cacciatore a colpire un bersaglio sbagliato, ferendo o uccidendo altri compagni di battuta.
È quantomeno curioso, invece, sentir parlare di cervi che sembrano finalmente reagire attivamente alla crudeltà umana passando dal ruolo di vittime predestinate a quello di carnefici.
In Belgio, infatti, due episodi simili hanno portato a pensare ad una sorta di vendetta della natura contro la barbarie di quello che ancora strenuamente viene considerato da pochi come uno 'sport'. In realtà, gli intrepidi cacciatori in questione sembrano essersi spinti oltre ogni cautela, scatenando la reazione aggressiva di un animale docile e troppo spesso brutalizzato dalle doppiette.
Circa un mese fa ad Alle-sur-Semois un contadino appassionato di caccia è stato inseguito ed incornato da un cervo che ha reagito, quindi, con un attacco diretto piuttosto che con la fuga.
La settimana scorsa un episodio simile, ma con esiti meno funesti, si è verificato nel bosco di Philippeville a Vierves-sur-Viroin dove un cervo ha incornato un battitore parigino 62enne, il quale sembra se la sia cavata.
Sarebbe preferibile non dover più raccontare storie di questo genere che mettono in luce, ancora una volta, la brutalità e la vanità di un retaggio, come la caccia, che rende vile la condizione umana e allontana quell'armonia con la natura di cui tanto avremmo bisogno.