Vi è mai capitato di andare al ristorante e sentirvi quasi in colpa per tutto quel cibo lasciato a metà e destinato alla pattumiera? Con la doggy bag la situazione cambia. Vediamo come.
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Vi è mai capitato di andare al ristorante e sentirvi quasi in colpa per tutto quel cibo lasciato a metà e destinato alla pattumiera? Con la doggy bag la situazione cambia. Vediamo come.
Nell'America, Paese simbolo del consumismo, è un'abitudine comune.
Lo ha dimostrato anche la First Lady Michelle Obama quando, in visita in Italia, ha chiesto al ristoratore una doggy bag per portar via gli avanzi.
La doggy bag, letteralmente 'sacchetto per il cane', nasce appunto per riservare qualche avanzo ai propri animali domestici. In realtà, data la consueta tendenza degli americani a mangiare fuori casa, poter portare via quello che, debitamente pagato, non è stato consumato, è un gesto quotidiano che anche le celebrità non hanno imbarazzo a realizzare.
Questa tendenza va lentamente diffondendosi anche nel nostro Paese, come dimostrano le aziende che iniziano a produrre simpatici sacchetti per incentivare questo semplice gesto anti-spreco.
Anche i ristoranti italiani si sono organizzati in tal senso aderendo al progetto "Il buono che avanza", con cui si riserva ai propri clienti la possibilità di portar via, attraverso le doggy bags, il cibo e il vino avanzati alla propria consumazione, mostrando anche il valore sociale di questo semplice gesto.
Se teniamo conto del fatto che ogni anno si spreca una quantità di cibo pari a 37 miliardi di euro, le doggy bags possono iniziare a fare la differenza.